news
Giovedì 29.12.2016

Il Piccolo Coro a Shanghai e Pechino
DIARIO DI VIAGGIO

Un diario di viaggio scritto a più mani. Tanti punti di vista, tanti racconti che si incrociano, tante emozioni, una sola avventura: la seconda tournée del Piccolo Coro "Mariele Ventre" diretto da Sabrina Simoni in Cina allo Shanghai Children's Art Theatre e a Pechino!

IN VIAGGIO...
Un amico italiano che abita a Shanghai ed è buon conoscitore del cinese ci ha aiutato a leggere Antoniano in cinese. La parola non esiste ed è formata usando i videogrammi come fonemi.
I 5 caratteri cinesi usati significano:
- Pace
- Est
- Monaca buddista
- Vicino-prossimo
- Promessa
Anche nella parola cinese ci sono elementi che parlano di noi: pace, vicinanza, promessa e, perché no, anche l'Oriente e la vicinanza che qualcuno degli amici cinesi hanno visto tra vangelo e buddismo.
Fr. Giampaolo, Direttore Antoniano 

6 GENNAIO, ORE 18.00 (ora di Pechino)
Pechino, Tianqiao Performing Arts Center. Siamo appena arrivati. Entro sempre in punta di piedi in un nuovo teatro. Mi piace respirarne il silenzio in un'atmosfera di quasi sacralità, tra le assi di legno del palcoscenico e il velluto pesante del sipario. È come sentire in un unico spazio-tempo tutte le presenze che in questo teatro ci hanno preceduto e ci seguiranno. Tra poche ore tocca a noi!
Sabrina Simoni, Direttrice del Piccolo Coro

5 GENNAIO, ORE 00.00 (ora di Pechino)
È quasi mezzanotte qui a Pechino e domani una nuova giornata . Ripenso ai 6 concerti, agli imprevisti che ci hanno tenuti con il fiato sospeso, alle influenze, ai mal di pancia... E a 40 bambini anzi 41 che in ogniuno di questi grandi piccoli momenti di entusiasmo ma anche di forte impegno non hanno ceduto e guardandomi mi hanno detto con gli occhi: "noi ci fidiamo di Te e tutto andrà bene, noi ci impegniamo al meglio delle nostre possibilità". E questo è stato. Quando, per questo, ho detto ai bimbi di essere davvero orgogliosa di Loro, si sono illuminati e ho spiegato che il mio orgoglio si legava al fatto che proprio nei momenti di difficoltà avevano reagito bene e capito davvero cosa significa "fare" coro.
Questo mi fa pensare che si sta facendo un buon lavoro...
Questo mi fa pensare che stiamo accompagnando questi bambini per un pezzetto della loro vita... che diventa anche la mia.
Sabrina Simoni, Direttrice del Piccolo Coro
 
5 GENNAIO, ORE 21.00 (ora di Pechino)
Sempre avanti...comunque!!!
Sintetizzare un mix di avvenimenti, qualche piccolo imprevisto, emozioni ed ansie che si sono susseguiti nel nostro soggiorno a Shanghai ? opera ardua. Allora si prende spunto ripensando ai bambini che incuranti del piede che fa male, della tosse fastidiosa che comporta l'uso di sciroppi di ogni marca e che con occhi lucidi chiedono al genitore o a Sabrina di cantare comunque, ci ha fatto molto riflettere sulla forza di volontà e la voglia di cantare che hanno i bambini, come per superare ogni ostacolo ed andare avanti. Come il treno che ci porta a Pechino, sfreccia ad oltre 300 km orari ed un bimbo confida al padre che è un treno superveloce e quindi non può fermarsi. Già, come quando un piccolo inconveniente tecnico, durante un concerto, blocca la musica per 5 secondi, ma il coro è andato avanti comunque senza fermarsi cantando a cappella. L'applauso del pubblico ha sottolineato la determinazione del coro a non fermarsi al primo ostacolo. Sempre avanti come il treno, sempre avanti, comunque!
I genitori del Piccolo Coro
 
4 GENNAIO, ORE 23.00 (ora di Pechino)
Terminati i giorni a Shanghai, oggi giornata dedicata al viaggio verso Beijing, Pechino. Accompagnati da Christine e il suo staff da una stazione grandissima abbiamo preso un treno che viaggia a oltre 300 km/h per arrivare a Pechino in meno di 5 ore. 1318 km! Un'avventura la velocità. Un'avventura il viaggio verso una città nuova in un ambiente che mi ricorda le nebbie tra Rovigo e Ferrara delle settimane scorse, ma forse non è nebbia. Il coro degli angeli, come chiamano qui il Piccolo coro ha toccato il cuore emozionando bambini e genitori a Shanghai (amazing and touching), di sicuro regalerà un po' di calda luce anche a Pechino. Senz'altro nel cuore di chi verrà ad ascoltare.
Fr. Giampaolo, Direttore Antoniano 
 
4 GENNAIO, ORE 16.00 (ora di Shanghai)
Scena 3 INT. Teatro Shanghai. Sera
Il teatro si sta riempiendo, file di bambini e genitori dalle giacche colorate salgono i corridoi del teatro per entrare in sala. Hanno tutti una lucina trasparente a led infilata nell'indice e giocano con la luce ad inseguire le ombre sui muri. Delle ragazze vestite, elegantemente di nero, camminano tra le prime file con delle lavagne luminose in mano, in cui c'è scritto in inglese ed in cinese di non fare fotografie durante lo spettacolo. I tecnici sono tutti al loro posto. Il brusio della sala.

Scena 4 INT. Back Stage Teatro. Sera
Dietro le quinte il Piccolo Coro è in fila indiana pronto ad entrare. Sabrina è sorridente, una carezza ad un bimbo. Daniela controlla che tutti abbiano il distintivo, poi aggiusta la coda a Beatrice. Sul palco sentiamo le parole incomprensibili del conduttore, l'applauso del pubblico, parte la base de "lo Zecchino siamo noi". Chloè parte correndo e via tutti gli altri... un grande applauso li accoglie.

Non possono esserci parole più giuste del brano che ascoltiamo in apertura.
Il testo dice: "lo Zecchino siamo noi". Ma il senso è molto più ampio nel: "siamo noi" dei bimbi del Coro.
In realtà c'è un pezzetto di ognuno di noi, perché volenti o nolenti lo zecchino è parte della nostra storia! Sì, ma questo in Italia. Allora qui in Cina? Come è possibile che la reazione sia così importante, che si riesca a creare un legame così forte, così definito? Non ho una risposta, ma è bello ricevere i complimenti delle mamme che uscendo dalla sala ci ringraziano e ci danno l'appuntamento per l'anno prossimo. Lo diciamo sempre all'Antoniano: lo Zecchino, le canzoni dello Zecchino, non sono più solo canzoni, sono mondi da esplorare, da raccontare, i cartoni che le accompagnano, l'interpretazione dei bambini, sono didattica nelle scuole (tra poco ci sarà una grande sorpresa), un prodotto discografico, una trasmissione televisiva, il volano di una grande raccolta di solidarietà e l'emozione di spettacoli/concerti capaci di parlare a tutti la lingua universale della musica e quindi è vero : " lo Zecchino siamo noi", tutti noi!

Scena 5 INT. Teatro Shanghai  Sera
Le note di "Same Song". Il Coro sta cantando in Cinese, il pubblico amplifica il canto dei bimbi sottolineando alcuni passaggi con ovazioni da stadio. In grafica sul grande ledwall, alla spalle del coro, il blu splendente del cielo. Fabrizio vicino a Massimiliano guarda volti di donne e uomini commossi cantare, a destra e a sinistra, non solo il pubblico, ma anche le maschere, i responsabili dell'organizzazione, le ragazze traduttrici, cantano tutti. Che meraviglia!

La meraviglia fa parte del nostro tempo, del tempo che viviamo, bisogna solo riuscire a vederla.
Da piccolo la meraviglia era quando potevo colorare, mi piaceva sporcarmi le mani con i colori, e tornavo a casa pensando quanto fosse bello avere le mani tutte blu.
il colore luminoso del cielo che adesso accompagna voci di bimbi cantare.
Fabrizio, Responsabile Antoniano Production
 
2 GENNAIO, ORE 00.00 (ora di Shanghai)
"La lucciola nel ... calzino".
Tra la prima e la seconda parte del concerto c'è un intervallo di venti minuti. Questo è il tempo che il coro ha a disposizione per il cambio divisa. Il compito è sicuramente più semplice per i bambini  che in realtà devono solo cambiare la maglietta e mettere il distintivo, mentre invece le  bambine devono cambiare tutto, perfino i calzini. In ogni caso, dagli spalti del teatro un team di genitori si precipita nei camerini per dare una mano e tutto si svolge in maniera di certo mai ordinata ma senza intoppi. Uno dei compiti dei genitori è verificare che prima di tornare in scena tutti abbiano le piccole luci a led (le cosiddette "lucciole") da usare durante l'ultimo brano, "We are the world".  Anche in questo caso i bambini se la cavano con poco: mettono la lucciola in tasca e la tengono lì fino al gran finale. Le bambine, però, hanno una divisa senza tasche. Ma no panic. Nel mio giro di verifica-lucine, Matilde mi mostra la lucciola infilata  nella manica all'altezza del gomito "che da lì non mi scivola". Giorgia, che è nella prima fila in basso, mi spiega che la sistema sotto la spallina del vestito ("ad un certo punto, quando si abbassa la luce, faccio finta di grattarmi velocemente e prendo la lucina"). Invece le bambine dell'ultima fila su in alto sistemano le lucciole nel calzino destro. E mentre si confrontano le diverse soluzioni creative,  i maschi stanno già provvedendo a scaricare  e sfinire le loro lucciole giocandoci come se non ci fosse un domani. 
Angela, autrice e mamma
 
31 DICEMBRE, ORE 12.00 (ora di Shanghai)
Scena 1 INT. Interno di un aereo.  Giorno
Un oblò da cui entra una luce abbagliante. C'è una dominante bluastra. Fabrizio, faccia stanca, cuffia in testa, ascolta musica con lo sguardo perso chissà dove, oltre l'oblò. Non ci sono rumori, solo silenzio. L'IPad aperto sulle gambe. Poi abbassa lo sguardo ed inizia a scrivere.

Leggiamo sullo schermo: Scena 1
Hostess: Vuole bere qualcosa?
Fabrizio si toglie la cuffia, le note di "Keep talking" in sottofondo escono veloci dagli auricolari. La Hostess ripete.7
Hostess: Vuole qualcosa da bere?    
Fabrizio: No, grazie. Quanto manca all'atterraggio?
Hostess: Un paio d'ore!

Sorride. Fabrizio risponde al sorriso. Sul televisore in alto sopra le poltrone di fronte, vediamo una cartina e un piccolo areo in grafica che si avvicina alla città di Shangai! Il blu sembra più nitido nello schermo.

Vorrei scrivere così il mio diario di viaggio. Come fosse un film, anzi sapete cosa farò? Lo scriverò in una doppia formula! Un po' sceneggiatura, un po' raccontato in prosa.
Vedremo cosa ne uscirà! Una nota: vi risparmierò le frasi in iInglese, sarà già tradotto è doppiato! Lo faccio per semplificarvi la vita, anzi la semplifico a me stesso! Mi direte voi se vi piacerà leggere un diario scritto così! Anzi scusate, altra nota: leggerete anche che a volte inserirò dei colori nel racconto! Chi mi conosce sa che sono appassionato di colori... ma questa è un'altra storia. C'è un colore per ogni momento della nostra vita, ognuno ha il proprio colore per ogni momento della sua vita. Un giorno, se vorrete, vi racconterò il mio pensiero sui colori.
Dovrei iniziare il mio diario di viaggio dal maltempo che ci ha bloccato, con Padre Giampaolo, ad Amsterdam un giorno in più, ma è inutile raccontare le attese per un imbarco che non avveniva mai, constatando che il nostro aereo fosse già in volo al nostro arrivo al gate. Le code, il nervosismo e il caos di un aeroporto preso d'assalto da tanti passeggeri rimasti a terra. No, non lo racconterò.
Cosa ci aspettiamo da questo viaggio? Cosa vorremmo che accadesse? Non lo so! Sinceramente non lo so! Cosa mi aspetto di vedere? Il sorriso dei nostri bambini dopo il concerto? Di Sabrina? Quello delle famiglie all'uscita? La soddisfazione di chi ci ha invitato? Dei tecnici per aver allestito un grande spettacolo? Sorprendere il nostro nuovo Direttore?
Forse tutte queste cose, ma la cosa più bella che mi aspetto di vedere, anzi di ascoltare, è il coro dei tecnici cinesi che intonano per noi alla fine del concerto, le nostre canzoni... le canzoni che diventano un ponte tra noi e loro e azzerano le differenze, le cancellano. I tecnici sono uguali in tutto il mondo. Fanno un lavoro, magari con passione, ma lavorare con un coro di bimbi o con i Pink Floyd per loro è la stessa cosa! Allora vederli coinvolti e fare squadra con noi, apprezzando il nostro lavoro; il lavoro di Sabrina, degli autori delle canzoni, dei Cartoni che accompagneranno il nostro spettacolo e anche di TUTTA la grande squadra dell'Antoniano, anche di quelli che sono rimasti a Bologna e supportano il nostro lavoro da lontano. La musica è universale, è l'unico (qui forse esagero) elemento espressivo che non ha bisogno di codici, arriva dritto al cuore, oppure non arriva, ma allora non è buona musica.

Scena 2. INT. Aeroporto Shangai.   Giorno
Dall'alto in lontananza vediamo tra tanta gente, Fabrizio e Giampaolo attraversare il passaggio sotto la scritta in verde: "nothing to declare", di fianco a due militari seri e annoiati in divisa. Tutti i muri bianchi intorno riflettono le scritte pubblicitarie, luci al neon fredde, in Mandarino ed in Inglese. Schermi pubblicitari enormi, colorati, invadono i pensieri, a destra e sinistra nel corridoio. Superata la porta a vetri, dietro una balaustra tanta gente in attesa, tra tutti, un sorriso acceso, bianco, pulito, come solo il bianco può essere e due mazzolini di fiori in mano. Fiori rosa e bianchi. Jane sorride e agita la mano per farsi vedere, ma poteva anche rimanere immobile, bastava il suo sorriso bianco, acceso! Insieme a lei c'è Emi la traduttrice con un cartello rosso di benvenuto!

Jane: Ciao! Che bello vedervi!
Fabrizio: Ciao Jane.
Giampaolo: Hello!
Emi: Ciao Fabrizio, noi non ci conosciamo. Benvenuti!

Gli abbracci di chi ha voglia di vederti, un abbraccio che ha il sapore dell'amicizia! Che dura un attimo, solo un attimo di più di un abbraccio a casaccio, dato per dare.
Un attimo di più! I mazzolini di fiori passano di mano, con un inchino e sempre con il sorriso bianco, acceso!

Jane: Che bello vedervi! Finalmente siete arrivati! Vi aspettano in Teatro!
Fabrizio: Come sono andate le prove? Sabrina contenta? Christine cosa dice?
Jane: Benissimo! Ti racconto in macchina, andiamo. Siamo pronti!

Un attimo solo un attimo di più in un abbraccio, un sorriso bianco, acceso ed il viaggio si colora di rosa!
Fabrizio, Responsabile Antoniano Production
 
29 DICEMBRE, ORE 21.00 (ora di Shanghai)
Iniziamo le prove in teatro allo Shanghai Children's Art Theatre e ritroviamo una geografia familiare di corridoi, backstage, sale regia, camerini (ah i camerini con i panchetti che i bambini trasformano in taxi immaginari... sono già lì tutti in fila pronti a ripartire!). Ritroviamo abitudini e ritmi, l'occhio costante all'orologio per incastrare in questa giornata di lunghe prove anche la conferenza stampa e le interviste. E ritroviamo quei legami di mutuo soccorso che qui si rafforzano ulteriormente: prestiti di accessori (calze, fiocchetti, cerchietti...), scambi di informazioni e impressioni tra veterani e "nuovi" e soprattutto assistenza e cura per chi non è arrivato in perfetta forma. Insomma, ritroviamo quel lessico familiare del Piccolo Coro... che è poi la prima condizione per partire bene!
Angela, autrice e mamma



Bookmark and Share

NOTIZIE CORRELATE
Piccolo Coro "Mariele Ventre"
dell'Antoniano di Bologna diretto
da Sabrina Simoni in concerto
10.06.2013
Sabato 28 gennaio 2017
Ore 15.00
"Palapanini" - Modena
28.01.2017
Tutti i momenti di un
fitto calendario in fieri...
31.12.2013
Alla ricerca di nuove canzoni:
in vista dell'edizione 2014
31.03.2014
In onda su Rai Uno
il 24 dicembre alle 15.10
e il 25 dicembre alle 9.30
10.12.2015
Dal 7 all'11 aprile
la selezione delle
proposte di brani
giunte all'Antoniano
07.04.2014
Newsletter

 
crediti: newserv studio + jona

Questo sito utilizza i cookie. Accedendo a questo sito, accetti il fatto che potremmo memorizzare e accedere ai cookie sul tuo dispositivo. Clicca qui per maggiori informazioni. OK